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🛂 Visa · Medium Risk · · via aviationweek.com · Updated Jul 24, 2026

La Thailandia riduce il soggiorno senza visto per oltre 90 Paesi tra segnalazioni di cattivo comportamento turistico

La Thailandia sta ponendo fine al programma di ingresso senza visto per 60 giorni per i viaggiatori provenienti da 93 Paesi e territori. Le autorità affermano di essere stanche del cattivo comportamento di alcuni turisti e, di conseguenza, stanno irrigidendo le regole sul visto libero. Il cambiamento riguarda visitatori di molti mercati importanti, compresi gli Stati Uniti, che avranno ora soggiorni senza visto più brevi.

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La Thailandia ha deciso di inasprire le regole di frontiera ponendo fine a un programma di ingresso senza visto di 60 giorni per i viaggiatori provenienti da 93 Paesi e territori. Le autorità affermano che la svolta è guidata dalla crescente frustrazione per il comportamento scorretto di una parte dei visitatori stranieri, che va dal mancato rispetto della cultura locale alle violazioni delle condizioni di immigrazione. La decisione segna una significativa marcia indietro rispetto a un regime di esenzione dal visto relativamente generoso che aveva reso più facili i soggiorni lunghi per i turisti di molte parti del mondo.

Secondo il Ministero degli Esteri thailandese, la riduzione della durata del soggiorno senza visto si applicherà in modo ampio all’intera lista dei 93 Paesi e territori interessati, inclusi importanti mercati di origine come gli Stati Uniti. Invece di poter rimanere per 60 giorni senza visto, i viaggiatori provenienti da questi luoghi avranno ora un soggiorno consentito più breve e dovranno pianificare i viaggi con maggiore attenzione se intendono restare più a lungo. Per i visitatori abituali e i nomadi digitali che avevano fatto affidamento sulla finestra estesa di ingresso senza visto, i nuovi limiti potrebbero rappresentare un cambiamento importante nelle loro abitudini.

I funzionari hanno collegato esplicitamente il cambiamento di politica a quello che descrivono come un comportamento inaccettabile da parte di alcuni stranieri, suggerendo che regole di ingresso troppo permissive possano aver incoraggiato soggiorni più lunghi e meno regolamentati. Il settore turistico thailandese si sta riprendendo e il Paese resta fortemente dipendente dagli arrivi internazionali, ma le autorità stanno segnalando che la crescita futura dovrà essere bilanciata con l’ordine pubblico e il rispetto delle comunità locali. La mossa colloca la Thailandia accanto ad altre destinazioni che di recente hanno irrigidito le regole d’ingresso per gestire il turismo di massa e i suoi effetti collaterali.

Per anni, le disposizioni relativamente flessibili della Thailandia sull’ingresso senza visto sono state un richiamo per turisti di lungo soggiorno, lavoratori da remoto e visitatori abituali che apprezzavano la libertà di entrare e uscire dal Paese con un minimo di pratiche burocratiche. Il programma di 60 giorni ha contribuito a consolidare la reputazione della nazione come base accogliente per viaggi prolungati, soprattutto rispetto ai Paesi vicini che offrivano soggiorni più brevi o requisiti di visto più severi. Ridurre tale concessione non è quindi solo un cambiamento amministrativo, ma anche un segnale che le autorità vogliono avere più controllo su chi resta e per quanto tempo.

Cosa significa per te

I viaggiatori provenienti dai 93 Paesi e territori interessati, compresi i cittadini statunitensi, dovrebbero ora presumere che il loro soggiorno senza visto in Thailandia sarà più breve rispetto ai precedenti 60 giorni e che per viaggi più lunghi potrebbe essere necessario un visto. Se prevedi di trascorrere un periodo prolungato nel Paese, è opportuno prevedere un margine di tempo aggiuntivo per richiedere il visto appropriato invece di fare affidamento sull’ingresso senza visto e su successivi border run. È inoltre importante considerare i potenziali costi burocratici e verificare se le attività programmate, come il lavoro da remoto, siano compatibili con le regole di immigrazione thailandesi.

I visitatori dovrebbero aspettarsi controlli più attenti all’arrivo, con gli addetti di frontiera probabilmente più scrupolosi nel verificare i piani di viaggio successivi, i dettagli dell’alloggio e lo scopo del viaggio. Saper dimostrare rispetto per le leggi locali e le norme culturali, oltre a piani chiari per la partenza, aiuterà a ridurre il rischio di essere interrogati o respinti all’ingresso. Chi in passato utilizzava la finestra di 60 giorni per soggiorni poco strutturati dovrebbe prendere in considerazione formule più formali, come i visti di lungo soggiorno, se vuole mantenere uno stile di vita simile in Thailandia.

In termini pratici, i turisti con itinerari tipici di una o due settimane saranno meno colpiti rispetto ai viaggiatori di lungo periodo, ma tutti dovrebbero seguire gli aggiornamenti ufficiali nel caso in cui seguano ulteriori cambiamenti. Anche i tour operator, le guesthouse per soggiorni lunghi e gli spazi di co-working che si rivolgono ai visitatori stranieri potrebbero dover adattare il modo in cui consigliano i clienti sulla durata legale del soggiorno. Mentre la Thailandia inasprisce le regole sul visto libero in risposta al comportamento dei turisti, il comportamento responsabile e una pianificazione accurata diventeranno sempre più centrali per godersi spiagge, città e siti culturali del Paese senza complicazioni con l’immigrazione.

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