I titolari di passaporto indiano che stanno programmando una vacanza all’estero nel 2026 si trovano ad affrontare un quadro dei visti cambiato in diverse destinazioni, con cinque Paesi che hanno rivisto quest’anno le proprie regole di ingresso. Gli aggiornamenti riguardano l’accesso senza visto, le सुविधità di visto all’arrivo e le domande online obbligatorie e, nella maggior parte dei casi, aumentano la quantità di documentazione che i viaggiatori devono completare prima di lasciare l’India. Nel complesso, le nuove regole significano che itinerari un tempo possibili con formalità minime ora richiedono più tempo e maggiore attenzione ai requisiti di immigrazione.
La Thailandia, uno dei Paesi più visitati dai turisti indiani, continua a consentire l’ingresso senza visto ma ha ristretto la durata del soggiorno consentito nell’ambito del suo schema di esenzione. Invece dell’assegnazione precedente, più lunga, i viaggiatori indiani potranno ora effettuare un soggiorno senza visto più breve, e qualsiasi piano che preveda vacanze prolungate dovrà essere ripensato. Il gabinetto thailandese ha sostenuto il cambiamento per rispecchiare meglio i reali modelli di viaggio dall’India dopo che l’incertezza sulla politica si è accompagnata a un calo degli arrivi, segnalando che, pur restando aperta, l’accoglienza è ora calibrata con maggiore attenzione.
Le isole di Capo Verde hanno adottato una linea più restrittiva ritirando la possibilità di visto all’arrivo per i cittadini di 96 Paesi, tra cui l’India. I titolari di passaporto indiano che prima completavano le formalità di immigrazione dopo l’atterraggio devono ora ottenere un visto prima di partire, ponendo fine alla possibilità di sbrigare le pratiche in aeroporto. Poiché le domande devono essere presentate e approvate in anticipo, ai potenziali visitatori si consiglia di prevedere tempo extra nella pianificazione, così da non restare bloccati senza la documentazione richiesta.
Anche la Bolivia si è allontanata da un regime relativamente flessibile, ponendo fine all’opzione di visto all’arrivo per i cittadini indiani e sostituendola con un sistema obbligatorio di e-visa online. I viaggiatori devono inviare i propri dati tramite la piattaforma designata e ricevere l’approvazione ufficiale prima di salire a bordo del volo, poiché l’arrivo senza un e-visa valido non è più accettabile. Le compagnie aeree possono rifiutare l’imbarco ai passeggeri che non riescano a presentare il documento approvato, rendendo le nuove regole non solo una formalità legale ma anche un controllo operativo che può sconvolgere i piani in aeroporto.
L’Iran, che in precedenza consentiva ai normali titolari di passaporto indiano di entrare senza visto, ha sospeso tale privilegio dopo aver aggiornato i propri criteri di ingresso legati alla sicurezza. Gli indiani che prima potevano volare nel Paese senza autorizzazione preventiva devono ora ottenere un visto prima della partenza, allineando brevi visite e viaggi più lunghi allo stesso requisito. Il cambiamento rende più difficile il viaggio spontaneo e l’onere ricade ora chiaramente sui visitatori, che devono assicurarsi che i documenti siano in ordine prima dell’arrivo, poiché presentarsi senza approvazione preventiva non è più consentito.
Il Nicaragua ha seguito una strada simile rimuovendo l’accesso al visto all’arrivo per i normali titolari di passaporto indiano e imponendo un’approvazione preventiva da parte delle autorità dell’immigrazione. Il cambiamento richiede ai viaggiatori indiani di ottenere le autorizzazioni necessarie prima di prenotare o imbarcarsi sui voli, invece di affidarsi alle procedure al punto di ingresso. Viaggiatori per vacanza e uomini d’affari devono ora considerare le pratiche per il visto come una condizione preliminare al viaggio, perché autorizzazioni mancanti o incomplete possono interrompere i viaggi persino prima che inizino.
